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Servi della gleba: lei è il tuo piccione e tu il suo monumento?

Una categoria bistrattata

Dopo la pubblicazione del post sul perché difendersi dagli stronzi, mi è stata criticata la scelta di parlare a un pubblico femminile. L’obiezione: le donne non vorrebbero evitare gli stronzi, mentre eviterebbero i bravi ragazzi. Una generalizzazione che, in quanto tale, semplifica di molto la realtà e non considera una serie di parametri, ma che mi ha fatto riflettere su un aspetto: di stronzi si parla sempre, mentre i bravi ragazzi fanno meno notizia. Per cui ho pensato di accogliere la critica e e di rivolgermi proprio ai suddetti, a quelli che giocano alla PSP, guardano la partita sul divano tra una birra e una gara di rutti e che tendono a innamorarsi bovinamente della classica tipa che non li calcola di striscio. (Sì, sto usando stereotipi a pioggia).

1 a 1: palla al centro

Beh, un attimo: oltre a quella che non li calcola di striscio, c’è anche quella che sfrutta la conoscenza per farsi offrire da bere o per scroccare passaggi, o quella che cava la vita con gelosie patologiche, silenzi incazzosi, scambi dialogici ad alto tasso di maturità, tipo “Cos’hai? – Niente.” e amenità del genere.

E poi sarebbe prerogativa femminile quella di ostinarsi a perdere tempo dietro agli stronzi?!

Non ci piacerà ammetterlo, ma in molte dinamiche uomini e donne si comportano parimenti da stupidi, si fanno malissimo e si incolpano a vicenda, trincerandosi sulla difensiva, indurendosi ogni volta un po’ di più e condividendo le peggio bimbominchiate su facebook per sfogare la frustrazione, cosa senz’altro più semplice che fermarsi un attimo a pensare: quanta responsabilità ho io in tutto questo?

Noi si assume solo il due di picche

Sottolineo: responsabilità, NON colpa. Ne ho parlato anche per le donne, mica ci sono andata giù morbida. Questo sì vale come consiglio unisex: se una persona colleziona una serie di relazioni disastrose, la cosa più intelligente che può fare è fermarsi un secondo a riflettere che l’elemento comune a tutte quelle relazioni disastrose è proprio lui o lei. Quindi ci sono due possibilità:

  1. Hai un karma che è più stronzo di Crudelia Demon.
  2. C’è qualcosa di cui forse non sei pienamente consapevole che ti porta a replicare uno schema che finisce sempre allo stesso modo, cioè male.

Sta a te cominciare a lavorarci e a scegliere quello che ti fa stare bene. Il “tutte le donne sono stronze” e il suo corrispettivo al maschile sono scuse dannose e stupide.

Due_di_picche_carta

Perchè lo stronzo è più affascinante

(E perché io devo sempre incastrarmi in questioni più scivolose del calcio saponato?) Ora restringo il target ai bravi ragazzi che tendono a slanci di più o meno autosabotante zerbinaggio: quello che vi frega è lo sforzo. “Mi sforzo per essere sempre presente, per apparire sempre simpatico, spiritoso, in forma, disponibile, carino, gentile eccetera”.

Ecco il risultato.

Ora immaginate che al posto di Faso ci sia una ragazza e che stia parlando a voi: scappereste in 3,1 nanosecondi. E fareste bene.

Con questo non sto dicendo che dovete essere stronzi, per l’amor del cielo. Alle donne non piacciono gli stronzi, ve lo garantisco. Piuttosto a molte donne, spesso molto insicure, piace pensare che i suddetti stronzi cambieranno grazie a loro: sarebbe la conferma di un valore personale a cui loro stesse sono le prime a non credere. In questi surrogati di relazioni non c’è ombra d’amore né di reciproco rispetto e riconoscimento. Se volete una cosa del genere, fate pure gli stronzi, altrimenti siate semplicemente voi stessi e limitatevi a non fare più del necessario per andare incontro a una ragazza se vedete che lei non è disposta a fare altrettanto. Gli stronzi spesso hanno più successo di voi proprio per questo: non si sforzano mai, anzi, direi che toccano l’estremo opposto: elargiscono briciole spacciandole per profiteroles al cioccolato (sappiate comunque che il trucco del profiterole fa presa solo su donne molto, molto ingenue e/o con l’autostima sotto i piedi. Vi prego, cercate il giusto mezzo e non arricchite la nutrita schiera di stronzi che popolano il mondo, davvero non ce n’è bisogno!)

L’eccesso di zelo

Probabilmente quel che scriverò risulterà sgradevole, ma forse potrà ispirare qualche piccola riflessione (o qualche riga sulla fiancata della mia vespa). A volte coloro che amano definirsi “bravi ragazzi”, hanno il brutto vizio di essere troppo presenti nella vita di chi vorrebbero conquistare. Questo è un errore madornale.

Specie se una persona non ricambia l’interesse, essere tempestata di sms, mail, telefonate, è recepito come una sgradevolissima mancanza di rispetto dei propri spazi. Inoltre, chiunque fa l’errore di cercare troppo un’altra persona (uomo o donna), mostra un alto tasso di “bisognosità” che a volte è francamente soffocante, oltre a essere agli antipodi della seduzione. “Esserci davvero” per una persona è meraviglioso e insostituibile, ma è ben diverso dall’imporle la propria presenza a tutti i costi.

Facciamo attenzione di non aspettarci di essere amati per tutto ciò che diamo o facciamo: è una cosa che può diventare estremamente stressante per entrambe le parti e che, a volte, puzza anche un po’ di ricatto.

Siate consapevoli di quello che potete dare nella vostra unicità. E non fate forzature né su voi stessi, né su chi vi interessa.

Brancolare nel buio con serenità

Servi della gleba in una stanza, anestetizzati da una stronza, io sto dalla vostra parte. Basta occhio spento e viso di cemento, basta papille gustative interrotte. Cominciate a dare tanto quanto vi viene restituito. O se proprio volete dare indiscriminatamente, non aspettatevi di essere ricambiati sempre con la stessa moneta, perché non succede. Ho sempre pensato che, per educazione e retaggio culturale, abbiate un gran bel vantaggio sulle donne riguardo al tema “sano egoismo”: molti di voi dovrebbero darci lezioni.

Sappiate che con le donne siete comunque destinati a brancolare nel buio, non esistono teoremi nè regole infallibili. Quanto a cosa vogliamo, beh, ve lo metto a portata di click:

A questo punto, tanto vale che siate voi stessi e che Dio ve la mandi buona.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 luglio 2014 da in Musica con tag , , , .

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