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Ridursi all’ultimo minuto: l’organizzazione ai tempi della precarietà

L’affanno del procrastinatore

So che non sono sola. So che sono in molti a conoscere la sensazione d’affanno e di auto-maledizione del procrastinatore. La mia esperienza suggerisce che per il procrastinatore guarire del tutto è pressochè impossibile, al massimo si possono riscontrare dei margini di miglioramento comunque soggetti a variabili quali il tempo atmosferico e l’oroscopo.

Immagine tratta dal blog EfficaceMente.

Immagine tratta dal blog EfficaceMente.

Procrastinazione e meccanismi di difesa

Normalmente procrastiniamo per pochi, semplici motivi:

  1. Pigrizia (devo fare x, ma adesso non ho voglia)
  2. Ansia (devo fare x, ma ho paura di non farcela o di non farla bene)
  3. Ingiustificato ottimismo (devo fare x, ma ho tempo, figurati sonounfigocelafacciobenissimoancheserimandoalduemilaesettordici)

Il procrastinatore medio non riesce a pensare a lungo termine senza che gli prenda il panico. Il tempo è per lui cosa fluida e sfuggente, misteriosa e inafferrabile, assolutamente NON incasellabile. Esempio: a volte vorrei avere un cervello che funziona come Excel. Invece Excel mi provoca ansia, repulsione e, talora, prurito, nausea e convulsioni.

Comunque, procrastinare è immensamente stressante e nuoce gravemente all’autostima, salvo quando riesci a fare ottocentoquarantamilionidicose in mezza giornata e ti rendi conto che, se non fossi un procrastinatore, saresti praticamente Superman (peccato succeda di rado e a consistenti spese psico-fisiche… altro che criptonite).

Alla fine si riduce tutto a questo: una sfida continua contro il tempo, contro lo spazio, contro i propri limiti fisiologici. Zerocalcare

Al procrastinatore occorre impegno e forza di volontà per migliorare, ma essendo pigro troverà sovente delle scuse. Io do la colpa alla società, che mi sembra una cosa originale.

Giovani e precariato: una bizzarra teoria sulla concezione del futuro

Ma io posso mettermi a fare le cose con un mese di anticipo se non so manco che fine faccio fra tre giorni? Zerocalcare

Si diceva che spesso il procrastinatore riesce a pensare solo a breve termine. Dunque, sono nata nell’epoca giusta. Il precariato mi viene incontro e mi permette di vivere il qui e ora senza la possibilità di fare progetti e di avere prospettive. Insomma, il precariato ci mette un po’ tutti nella cacca, però mi placa l’ansia e mi permette di dare un po’ di colpa anche alla società. Sono fortunata!

Non sono più una bambina, è tempo di fare outing: ebbene, sono una “miope temporale”, ho un’innata incapacità di guardare al futuro. Però se il futuro me lo tolgono si ristabilisce l’equilibrio.  È l’era per meeee, faaattaaaa appostaaa peeer meee!

"La presa di coscienza" - immagine tratta da "Perchè ti riduci sempre all'ultimo minuto", Zerocalcare, 3 marzo 2014.

“La presa di coscienza” – immagine tratta da “Perchè ti riduci sempre all’ultimo minuto”, Zerocalcare, 3 marzo 2014.

Futuro e horror vacui

Spero che nessuno prenda alla lettera le minchiate che ho scritto. Anche se trovo lecito ironizzarci su, il precariato è una cosa seria e restare senza lavoro, anche solo per un periodo di tempo relativamente limitato, è orribile. A chi è capitato, sa di cosa parlo.

Per chi ha la fortuna di barcamenarsi tra più lavoretti, si presentano altre difficoltà. Tipo:

  1. Non avere mai idea di quanto prendi al mese
  2. Correre tra un posto e l’altro senza mai sentirti veramente parte di un ambiente di lavoro
  3. Dover ricordare le regole e le dinamiche di ogni ambiente lavorativo e adattartici in fretta
  4. Non riuscire ad affezionarti a un progetto perché tra qualche mese sai che ricomincerà l’invio folle di curriculum per cercare altro

Tutte queste cosucce hanno anche dei risvolti positivi: non ti permettono mai di infognarti e ti mantengono bello sveglio e flessibile (è un aggettivo che va tantissimo “flessibile”), però di certo non aiutano a pensare e a fare progetti a lungo termine.

Al tempo della precarietà, fare le cose di merda all’ultimo minuto è un atto di umanità. Zerocalcare

In soldoni…

Tutto questo pippone solo per trovare una scusa alla procrastinazione folle: ora sì che mi sento una persona matura!

Invece ci sto provando a migliorare. Nonostante intervalli di fisiologico cedimento, sto adottando degli accorgimenti che mi aiutano a procrastinare un pochino meno e credo finalmente di capire cosa prova il fumatore che vuole smettere.

“La procrastinazione provoca astinenza. Non procrastinare in presenza di bambini e donne incinta.”

Zerocalcare ha illustrato magistralmente il problema in “Perchè ti riduci sempre all’ultimo minuto” .

Zerocalcare mi capisce e io gli voglio bene.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 agosto 2014 da in cartoni, Film, fumetti con tag , , , , .

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