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Lezioni di vita da film, musica, libri, fumetti e non solo.

Single è bello: immagina. Puoi.

Premessa: io non odio San Valentino neanche un po’. Se c’è da celebrare l’ammmmòre, per me è bello farlo a prescindere, ben vengano pure le iniziative commerciali. Ma posso capire che il 14 febbraio sia gradevole come l’ulcera per alcuni single particolarmente sensibili al comune sentire per cui se non sei in coppia devi sentirti uno sfigato. Di seguito proverò a spiegare perché ritengo la suddetta convinzione una stratosferica minchiata.

Perché essere single può essere difficile

La libertà ha sempre un prezzo. Il single lo paga a suon di rimproveri da parte della mamma che vuole i nipotini; di improvvise e immotivate estromissioni dalle uscite con gli amici quando questi si trovano accoppiati in massa; di “ti presento un amico/a single, vi piacereste un casino!” (mioddio…); di domande imbecilli quali: “Hai il ragazzo/a?”“No.”“E cosa aspetti?”; di incontri imbarazzanti con persone improbabili. Non sono mai stata in grado di capire l’ansia collettiva rispetto all’altrui accoppiamento, ma pare che accoppiamento-matrimonio-figli sia un percorso obbligato e soprattutto indiscutibile per tutti. Ma perché mai?

In sostanza, credo che chi è single si trovi a volte nella condizione di doversi quasi giustificare, come se fosse un tassello fuori posto nell’ordine cosmico-universale.

Perché essere single è meraviglioso

La libertà ha un prezzo, ma lo vale tutto. La solitudine non è solo normale ma, come dice De Andrè, è un privilegio. Imparare a stare con se stessi è il più grande regalo che ci si possa fare. Non sarà fico, non sarà utile a raggiungere uno status sociale universalmente riconosciuto, ma è importante per noi. C’è più tempo per ascoltarsi, per cercare di capire ciò che si vuole, per imparare ad amare se stessi. Curioso: onnipresenti pressioni per accoppiarsi e mai una parola sull’amore per se stessi. Milioni di domande sull’altrui vita sentimentale, utili solo a rastrellare materiale da gossip, e mai nessuno che arrivi a chiederti anche solo per sbaglio: “Ma tu, ti vuoi bene?” Questa sarebbe la domanda da fare, se ci interessassimo veramente alla vita degli altri.

amore soffritto

Abusare delle parole significa svuotarle

AMORE. Una parola meravigliosa per identificare qualcosa di grande, indefinibile, magico, potentissimo e… abusato. Troppo. E, data la dilagante carenza d’amore che c’è in giro, spesso se ne abusa a scopi manipolativi. Perché è pieno di spacciatori d’amore e di poveretti che lo elemosinano. Immaginiamo gli spacciatori che promettono ai poveretti una marea di soldi e, solo molto più tardi, si scopre che stanno parlando di banconote del Monopoly. L’amore, quello vero, richiede, tra le altre cose, maturità, generosità, sicurezza in se stessi e fiducia negli altri. Cosette da nulla, che ci affrancano dallo status di poveretti in cerca di elemosina e che, quindi, ci permettono di scegliere cosa ha davvero valore per noi. Perché, parliamoci chiaro, mica tutte le coppie trovano l’Eldorado. Molte si accontentano delle banconote del Monopoly.

Esempi di coppie francamente inutili

“Meglio soli che male accompagnati.” – Dicono. Per me è verissimo, specie se gli accompagnamenti ricalcano grossomodo, le seguenti tipologie:

  1. I vasi non comunicanti: non hanno chiaramente più una cippa da dirsi e da darsi, ma c’è l’abitudine, la sicurezza, il giudizio dei parenti, gli amici in comune eccetera. I due esemplari si presentano normalmente spenti e ingrigiti; occhio vitreo un po’ sfuggente e vitalità ameboide. Una bellezza anche per chi guarda.
  1. Il malato immaginario/vittima/piagnone frantumagonadi e la crocerossina: (con eventuale, più rara, inversione di genere). Una delle migliori. Può durare anche per sempre, dal momento che le due parti sono affette da nevrosi che si incastrano meglio dei pezzi del Duplo. Sono perfetti l’uno per l’altra. Non si amano minimamente dato che non sono manco in grado di amare se stessi, ma in compenso si fanno del gran male reciproco. Un rapporto invidiabile!
  1. I piccioni in amore: quelli che ti fanno sentire a disagio per il sempiterno tubare. Instaurano una relazione da A a B e da B ad A, dove gli amici via via scompaiono, così come le sfere di interesse e le attività che un tempo facevano dei due piccioni due persone distinte, magari anche interessanti. Per vedere come va a finire, torna al punto 1.
  1. I narcisi: interessati più che altro all’indiscussa ammirazione da parte dell’altro, solo grazie alla quale riescono ad avere conferma di quanto sono fichi, scelgono partner che li idealizzino, che siano possibilmente carini da vedere, meglio se annoiati e poco solari come loro, di modo chè l’effetto “belli e dannati” sia cumulativo. Anche se adorano credersi particolarmente complessi, sono prevedibili come lo stimolo dopo il caffè e sigaretta. Postilla: il più delle volte hanno bisogno dell’ammirazione di un pubblico ben più ampio della propria dolce metà, per cui non è da escludere il rischio cervo a primavera. Una coppia che funziona a suon di Baudelaire, camicette hipster, cinema d’essai e tanto, ma proprio tanto fumo negli occhi.
  1. Il geloso patologico e la carcerata: (li descriverò così per comodità, ma i generi sono intercambiabili). Lei non fa niente senza chiedere il permesso a lui. Lui le fa credere che, se è geloso, è solo perché la ama tanto. La babbea il più delle volte ci casca e, in cambio di questo grande amore, intonso di serenità e fiducia, lascia che lui la controlli anche quando va al cesso. Idilliaco.
  1. Il triangolo: Renato Zero ha già detto tutto. C’è la coppia ufficiale e c’è l’amante. Se sei l’amante, quello/a in più sei tu. Quasi sempre. Se la coppia ufficiale è pure sposata, il “lo/la lascerò presto” è un po’ come gli unicorni, Babbo Natale, Grande Puffo e la fatina dei dentini che ballano il sirtaki tutti insieme.
  1. Gli esibizionisti da tastiera: creano un profilo facebook comune dove postano orride citazioni di Fabio Volo insieme a tuuuuuutte le foto in cui limonano. Le migliori sono quelle con tramonti sullo sfondo e hashtag imbarazzanti. Questi non meritano neanche commenti.
  1. Il kapò e lo zerbino: uno detta legge e l’altro obbedisce. Sempre. E questo è tutto.
  1. Gli stakanovisti: passano più tempo a cercare di tenere in piedi una relazione faticosissima che a stare bene e divertirsi assieme. Illuminante a riguardo una frase trovata nel web da un’amica: “Love is like a fart: if you have to force it, it’s probably crap.”
  1. Il modello basic: qui chiedo l’aiuto di Woody.

E poi…

Poi ci sono le coppie belle. Quelle fatte di due persone che stanno davvero bene assieme. Quelle che non ti fanno mai sentire di troppo e che ti trasmettono un senso di sorridente serenità. Ecco, quelle mi danno speranza. Lì c’è davvero qualcosa di delicato, discreto e prezioso. Lì c’è bellezza.

Ma “coppia” non è per forza sinonimo di bellezza, così come non è garanzia di felicità. Per cui, in questo periodo di cuori, scatole di cioccolatini, peluche e fiumi di miele sanremese (perché le disgrazie non arrivano mai da sole), approfittatene per coccolarvi, amici single. Regalatevi camion di baciperugina e vogliatevi tanto, tantissimo bene. Perché anche se non ve lo dice nessuno, a parte santoni barbuti tipo Osho, è da lì che si parte. E da lì si può, silenziosamente, costruire.

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8 commenti su “Single è bello: immagina. Puoi.

  1. meeva2013
    12 febbraio 2015

    Sentivo Osho in sottofondo e non mi sbagliavo 🙂
    Donna, è come se mi avessi letto nel pensiero!

  2. elisarampazzo
    12 febbraio 2015

    Iiiiiiiiv! Chebbello averti anche qui! 🙂
    Sì, sono ben lontana dal pensiero di santi, santoni eccetera, ma su questo punto sono molto d’accordo col barbuto Osho.
    Hai già comprato i baciperugina?

    • meeva2013
      13 febbraio 2015

      Niente baci perugina, ma sopravviverò comunque al San Valentino incombente 😀 Come da 23 anni ad oggi, sia sola che accompagnata!

  3. Chia
    12 febbraio 2015

    Ramp, io credo di adorarti.

  4. elisarampazzo
    12 febbraio 2015

    Gaglioffa, sei tu?!
    Come stai? Sei in partenza?
    Sai che ricambio, aggiungendo carrettate di stima. E quando torni in Italia, VOGLIO assolutamente vederti. :*

  5. Chia
    12 febbraio 2015

    Però alle domande stupide per chi è single io aggiungerei anche: “E con gli uomini come va? Quanti te ne sei sbattuti? Quante storielle hai avuto?”.
    Sempre favorevole alle storielle e ai flirt. Ci fanno bene, ci rimettono in contatto con l’altra metà della mela e ci aiutano a tirare fuori quella parte di noi sepolta sotto chili di cinismo e di abitudine. E ci fanno anche divertire, perchè no. Ma non è che io ho dignità solo se sto con un’altra persona. Così come non bisogna misurare la bellezza in base al numero di persone che riusciamo a rimorchiare.

  6. elisarampazzo
    12 febbraio 2015

    Giustissimo Gagliofs! Niente da aggiungere. (Osho te spiccia casa!) 🙂

  7. Pingback: La donna perfetta: stupide e felici | patchworD

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Questa voce è stata pubblicata il 12 febbraio 2015 da in Musica con tag , , , .

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