E le donne dove sono?

Mi sto incastrando a scrivere qualcosa di molto delicato e mi sento esattamente così:

In principio era…

clitoride

Fino a qualche giorno fa non avevo idea di cosa fosse questa specie di tulipano a testa in giù. La scoperta ha puntato un faro sulla mia abissale ignoranza e la riflessione si è allargata a una serie di implicazioni che ci riguardano più o meno da vicino.

Quel tulipano rovesciato fa parte del mio corpo.

Certo, sapevo di averlo, ma credevo avesse tutt’altra forma e dimensione. Posso dire che non è del tutto colpa mia. Anche se l’anatomia della clitoride non è niente di nuovo sotto il sole, pare ne manchino tuttora adeguate rappresentazioni in diversi libri di testo, almeno a livello scolastico.

Quindi sono ignorante, ma molto probabilmente non sono da sola. Fantastico. Continuiamo a cercare.

Proseguo nel dribbling di click tra innumerevoli miti sul piacere femminile, trend preoccupanti come l’aumento esponenziale di interventi di labioplastica tra giovani donne, nonché sperimentazioni sconcertanti e inefficaci (tipo il viagra per donne). In questo tipo di ricerche non mancano mai all’appello storie di vergogna, di umiliazione, di violenza e di ignoranza. I grandi assenti? Per quanto riguarda l’Italia, programmi di educazione sessuale degni del nome e, con loro, un po’ di sana consapevolezza.

Ho messo troppa carne al fuoco… pausa caffè. Mentre bevo, mi rimane addosso una sensazione di desolante confusione. La confusione fa stagnare le cose e qui c’è quanto mai bisogno di cambiamento. E di chiarezza.

Il mito della donna complicata

Chiarezza e semplicità non sono mai attribuiti all’universo femminile. Ma io sono convinta che le donne non siano intrinsecamente più complicate degli uomini, o che comunque non sia quello il punto.

Il punto è che sono meno conosciute.

Torniamo al tulipano rovesciato. Riporto da un interessante articolo del Post di Giulia Siviero a riguardo:

L’organo sessuale femminile non è un’assenza o un vuoto rispetto a quello maschile: entrambi gli organi hanno la stessa origine embrionale, contengono gli stessi tipi di tessuto, funzionano allo stesso modo e svolgono un ruolo simile nel piacere sessuale. […] I bambini hanno il pene, le bambine hanno la clitoride. Una clitoride è come un pene interno, un pene è come una clitoride esterna”.

È anatomia, non fantascienza.

Uno studio di Elizabeth Lloyd ha rilevato che la percentuale di donne che avrebbero regolarmente un orgasmo durante il coito (senza ulteriore stimolazione) non arriva al 30%. Tradotto: il meccanismo del piacere maschile è direttamente correlato al coito, quello femminile, no. Considerata la nostra anatomia (vedi sopra), è normale e comprensibile che sia così. Eppure continuano a perseverare altri tipi di narrazione che non fanno che alimentare un certo grado di confusione e che vengono assorbiti da tutti, a partire da giovani e giovanissimi/e.

A proposito di giovani e sessualità…

Continuo a cercare e trovo un interessante intervento di Peggy Orenstein riguardo alle attitudini e ai modi di rapportarsi al sesso delle giovani donne americane. Ecco i risultati di tre anni di interviste a ragazze dai 15 ai 20 anni:

(Chi avesse problemi linguistici, qui trova la trascrizione del discorso in italiano)

Orenstein tocca un punto fondamentale: la mancata correlazione tra la libertà di avere esperienze sessuali e quella di goderne. Per la prima basta uscire di casa, per la seconda è necessario saper esprimere bisogni e desideri (e quindi conoscersi e accettarsi nella propria soggettività, fisiologica e psicologica). Ma se non vengono forniti sufficienti strumenti e conoscenze, come ci si può stupire che molte donne imparino da giovanissime che sesso e piacere non riguardino loro, ma qualcos’altro o qualcun altro?

Come soggetti, le donne imparano presto a scomparire dal discorso. E sottolineo: come SOGGETTI.

Dove ancora scompaiono, come soggetti, l’abbiamo visto nel recente dibattito sugli stupri, ma si tratta di un’abitudine di vecchia data:

  • In Italia lo stupro è stato legalmente considerato un reato contro la moralità pubblica e il buon costume (non contro la persona) fino al 1996
  • Stupri di guerra: lo sfregio dei corpi delle donne ha da sempre una valenza familiare e sociale (l’offesa non si limita al soggetto, ma si espande alla comunità. Per questo è efficace)
  • Strumentalizzazione dello stupro per propaganda razzista: ancora una volta, l’offesa non si limita al soggetto, ma si espande alla comunità. Per questo risulta più grave quando perpetrata da persone “esterne” alla comunità stessa

Un bel campo di battaglia il nostro corpo, da sempre. In gioco ci sono strati e strati di narrazioni e simboli che con le donne come soggetti hanno poco o nulla a che fare.

Quindi che c’entra la clitoride?

C’entra col fatto che la recente ondata di dibattito sugli stupri passerà, come ha sempre fatto, senza che qualcosa realmente cambi. E mi chiedo se serva aggiungere polemiche a un dibattito poco originale in toni e contenuti che da sempre strumentalizza un atto di sfregio per fare propaganda razzista, soddisfare morbose curiosità voyeristiche e vendere giornali. Un dibattito in cui, come sempre è accaduto e accadrà, le vittime come soggetti vengono eliminate dal discorso con disinvoltura sconcertante.

Fornire nuovi tipi di narrazione

Le narrazioni delle donne come oggetti sessuali sono talmente pervasive da essere considerate normali. Sono incomplete, inesatte, svalutanti, se non strumentalmente disoneste, ma sono così diffuse da creare una verità parallela a cui molti sono proni a credere quando fa comodo. Dei soggetti in gioco, poco importa. In questo quadro l’indignazione arriva sempre troppo tardi ed è spesso fine a se stessa.

Ma cosa accadrebbe se, nella vita di tutti i giorni e in modo consistente, fornissimo altri tipi di narrazione? Narrazioni di donne e di uomini come soggetti sessuati, narrazioni oneste, che ci appartengono davvero. Non sono forse le uniche su cui abbiamo potere?

Ci vuole sincerità, consapevolezza, conoscenza, coraggio. E tanto, tanto lavoro.

Ma mi ostino a credere nelle persone, nel potere del tempo e dei piccoli passi. Ci credo con l’ardore e l’assennatezza di un piccolo Don Chisciotte che si lancia contro i mulini a vento. Forse mi schianterò, ma nel frattempo mi godo la corsa.

Comunque vada, credo ne valga la pena.

7 commenti

  1. in film e telefilm donne e uomini oggi sono rappresentati come soggetti sessuali per fortuna. Quanto al clitoride: anche il coito penetrativo può dare orgasmi a entrambi i partner, anche a lei, e la stimolazione clitoridea può esserci anche durante il rapporto penetrativo. E nel sesso orale, fellatio e cunnilingus, non c’è nulla di degradante quando è consensuale. Quanto alla depilazione, è una scelta estetica legittima compiyuta oggi da uomini e donne e a volte facilita sia la fellatio che il cunnilingus

    • Ciao Ned!
      Infatti non ho mai scritto che la penetrazione non può in assoluto non causare orgasmi alle donne. Il neanche 30% dello studio che ho riportato lo dice chiaramente. Supportata dallo studio stesso, nonchè dall’esperienza di molte donne, ho solo detto che non è direttamente correlato. Inoltre, dove avrei scritto che il sesso orale è in qualche modo degradante? Ritengo che nulla sia degradante, se consensuale, quindi ci troviamo d’accordo. Quanto alla depilazione io non ho scritto assolutamente nulla. Certo che è una scelta legittima! Forse ti riferisci all’intervento di Orenstein. In caso, credo sia innegabile che molte donne si depilino per paura di essere umiliate, non raccontiamoci storie, su.

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